Indice
- Il profilo colore
- Profilo colore e macchine di stampa
- Profilo colore inchiostri e carta
- Come utilizzare il profilo colore
- Il file per la stampa
Il profilo colore
Il profilo colore o ICC (International Color Consortium) serve a indicare come il colore dovrà essere stampato su un supporto (in quanto senza di esso, il colore sarebbe stampato “a caso”).
Stampare a caso vuol dire che un magenta sarà sempre un magenta (e non diventerà un verde o un blu), però sarà un magenta ambiguo, forse tendente al rosso, oppure tendente al viola, o più chiaro o più scuro, o più vivo o più spento. In altre parole, senza profilo le indicazioni di colore (date in percentuali CMYK) saranno casuali.
Ovviamente, è possibile fare a meno del profilo colore, ma in tal caso, il risultato non sarà fedele alle aspettative e di conseguenza sarà lo stesso operatore di prestampa, o l’applicazione, o il RIP, o il sistema di flusso a dare un profilo al file da stampa.
Profilo colore e macchine di stampa
Partiamo col dire che i colori cambiano in base alle macchine da stampa, agli inchiostri e alla carta utilizzata, in quanto le percentuali CMYK che compongono ogni pixel del lavoro che abbiamo portato a stampare danno risultati diversi su macchine, inchiostri e carte diverse.
Le percentuali sono le stesse, ma i colori sono diversi. Dipende in primo luogo dalla carta e dagli inchiostri, ma anche dalla tecnologia delle macchine e dai materiali utilizzati, per esempio le lastre positive (usate in Europa) hanno una resa diversa dalle lastre negative (usate in America).
Le macchine offset a foglio stampano in un modo, le rotative in un altro modo e le digitali in un altro modo ancora, per non parlare di tutte le altre tecnologie di stampa, da quelle per ufficio a quelle industriali.
Quindi se diamo allo stampatore un file CMYK senza nessun’altra indicazione (cioè senza un profilo colore) il risultato sarò imprevedibile, e sarà diverso per ogni singola combinazione macchina, inchiostri e carta sul quale verrà stampato.
Profilo colore inchiostri e carta
Innanzitutto, va detto che il profilo colore riguarda la macchina da stampa caricata con un certo set di inchiostri e una determinata carta, per cui, ogni macchina da stampa, avrà il proprio profilo colore univoco è una tabella che indica, per ogni combinazione di percentuali CMYK, le coordinate colorimetriche (cioè il colore) che verranno utilizzate per lo stampato.
Essa è una sorta di carta di identità della macchina, e quindi, ogni macchina da stampa avrà un proprio profilo colore.
Detta così questa sembra una cosa assurda, ma fortunatamente esistono i profili di macchine da stampa a norma, i quali sono profili internazionali (ISO, International Standard Organization) che ci dicono come le varie macchine (a foglio, rotativa, con carta patinata, con carta naturale) devono stampare.
In passato i profili potevano essere scaricare gratuitamente dal sito ECI (il pacchetto completo si chiama ECI Offset 2004) oggigiorno i programmi di grafica più diffusi solitamente hanno già implementati al loro interno i profili più comunemente usati al giorno d’oggi.
Come utilizzare il profilo colore
Il profilo più comune, quello per la carta patinata (lucida o opaca) in offset piana, si chiama ISO coated FOGRA27 o FOGRA39.
Una volta scelto il profilo migliore alle nostre esigenze (ovvero quello del nostro stampatore), tutto quello che dobbiamo fare è impostarlo nel nostro programma di grafica (per esempio InDesign, illustrator o XPress) e a quel punto tutte le indicazioni di colore non saranno più ambigue, e si riferiranno esattamente al colore prodotto da quella macchina con quella carta.
Il secondo passo riguarda il fatto che possiamo vedere a monitor esattamente i colori che abbiamo impostato. Oggi le tecnologie di proofing su monitor esistono e sono molto accurate, anche nelle applicazioni più comuni (Photoshop, InDesign, XPress) e consentono di avere un’anteprima sull’aspetto che avrà il nostro lavoro una volta che sarà stato stampato.
Parallelamente è possibile creare una prova colore su carta, con una normale stampante a getto d’inchiostro. Se i profili sono corretti, soft proof (prova colori su monitor) e hard proof (prova colori su carta) danno risultati molti affidabili.
Il file per la stampa
Quando si consegna un lavoro per la stampa, un PDF per esempio, nel file deve essere incorporato il profilo che abbiamo usato come riferimento, per esempio il profilo ISO coated.
A quel punto noi abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare, cioè abbiamo consegnato allo stampatore un lavoro con le indicazioni precise di come dovrà essere stampato, cioè di come dovranno apparire i colori.
A questo punto spetterà allo stampatore utilizzare le nostre informazioni per fare in modo che la sua macchina produca i colori richiesti, entro una tolleranza ragionevole.
Oggi usare i profili colore significa fornire tutte le indicazioni necessarie a stampare il colore come vogliamo noi, ovviamente lo stampatore dovrebbe fare la sua parte, fornendo ai suoi clienti i profili delle proprie macchine e di conseguenza utilizzare i profili contenuti nei lavori che i clienti portano a stampare.
Ma è anche vero, che pochi stampatori (in Italia) oggi lo fanno. Ma è nostro compito comunque chiedere sempre a chi stampa, di fornirci i profili delle sue macchine e di assicurarci che è in grado di stampare quel determinato profilo.
